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I 5 passi per richiedere un aumento di stipendio e uscirne vincenti!

Qualche settimana fa ho avuto un’illuminazione.

Perché cercare di creare delle entrate secondarie e non cercare di aumentare l’entrata principale?

Certo, voi direte, grazie al cazzo! Sembra facile, ma andare a chiedere un aumento è sempre un problema. Poi si passa per avidi. Poi il capo ci guarda male.

Allora cerchiamo di rovesciare la situazione. Il capo forse non cerca sempre di aumentare i guadagni? Non cerca di farvi rendere sempre al 100% o di più per aumentare il giro di affari o i profitti?

Certo che lo fa! Ma lui è socialmente scusato perché… Beh, perché lo fa per il bene della sua azienda! La sua azienda da da mangiare a me e alla mia famiglia quindi è un bene che vada sempre meglio.

Ed è meglio che io me ne stia qui in un angolino a fare il mio e a ricevere la mia paga sempre uguale ogni mese.

Certo, ma in questo ragionamento ci sono due grossi errori:

  1. Perché è giusto che il capo faccia di tutto per aumentare il profitto dell’azienda ma non è giusto che noi facciamo, anche solo qualcosa, per aumentare il benessere che possiamo portare alla nostra famiglia o ai nostri business secondari?
  2. Attenti che questa vi farà cadere dalla sedia… Quando si dice: “quell’uomo con la sua azienda mantiene 100 famiglie” io continuo aggiungendo “…e 100 famiglie mantengono la sua azienda e la sua famiglia!”.

Dopo questa introduzione spero di aver diminuito il gap che pensavate di avere tra voi e il grande boss. Certo, c’è e rimarrà sempre, ma il rapporto va visto in maniera molto diversa da come lo si immagina ora.

I 5 passi per richiedere un aumento

Dopo aver avuto questa illuminazione, ho iniziato a riflettere su come poter entrare in discorso e che argomentazioni portare a supporto della mia richiesta.

Perché va da se che tale richiesta vada motivata!

La mia introduzione non era per arrivare a farvi pensare: “ok, adesso vado nell’ufficio di quella faccia di merda e se non mi da l’aumento perché sono qua da 2 anni me ne vado“.

Infatti, più che una richiesta formulata a forma di domanda e basta, la cosa deve essere molto più strutturata.

1. Le giuste argomentazioni

Qui si parte da lontano… Come ogni cosa che riguardi i soldi e non riguardi la fortuna, richiede tempo e impegno.

Nessuna formula magica

Senza tempo e impegno, il mio metodo fallisce e la vostra richiesta sarà un tentare la fortuna.

Dovete, settimana dopo settimana e mese dopo mese aumentare di un pezzettino la vostra importanza la vostra competenza e la vostra influenza all’interno dell’azienda.

Come? “Semplice”, testa bassa, lavorare duro, evitare il più possibile di rifiutare i compiti e cercare di consegnare sempre più di quanto richiesto.

Ci vuole tempo

La mia, infatti, è stata una scalata lenta ma inesorabile.
Il problema è che essendo i capi sempre presi da mille pensieri spesso sono impossibilitati a notare questi cambiamenti, che tra l’altro sono lentissimi.

Bisogna andare a suonare la sveglia per dire: “Ehi, sono qua! Faccio questo questo e questo, te ne eri accorto?”.

2. Le giuste parole e il giusto atteggiamento

Qualunque sia il vostro rapporto con il capo o in generale il vostro atteggiamento nei confronti della vita, stiamo parlando di soldi.
Ve li meritate, lo so, ma non possiamo affrontare questo discorso con atteggiamenti da cabaret o da amicone.

Mantenere le distanze (il giusto), far capire che siete convinti di quello che chiedete e che siete molto seri a riguardo. E soprattutto… Terminare il discorso con una richiesta. Quale? Andate al prossimo paragrafo!

3. Idee chiare

Appunto, poniamo il caso che la nostra manovra dia i suoi frutti e il capo ci chieda: “a che cifra pensavi di arrivare?”, non possiamo farci trovare impreparati, dubbiosi o tentennanti.

La cifra va pensata prima.

Non può essere troppo alta, ovviamente, ma nemmeno richiedere un aumento di 50€ ha senso. Consiglio, indicativamente, almeno 150-200€ in più.

La frase non dovrà essere “Vorrei prendere 150-200€ in più”. Dovrà essere. “Vorrei arrivare a 1500€”. Sconsiglio anche le mezze misure tipo 1550.

Una volta ho richiesto uno stipendio di 1450€ ad un colloquio. La discussione e l’attenzione si sono subito spostate su quella cifra “strana” (che a mio modo di vedere di strano non aveva nulla ma vabbè) e l’interlocutore non era più concentrato su di me, le mie capacità e le mie richieste.

Ero diventato “quello strano”

5. Il giusto tempismo

Anche il discorso meglio pensato, con le argomentazioni inattaccabili fatte da un dipendente modello, cade nel nulla se dall’altra parte nessuno ci ascolta. Se come me avete la fortuna di lavorare a stretto contatto con il capo, potete capire senza problemi com’è il mood della giornata.

Non abbiate fretta, ricordate che avete passato mesi per mettervi in questa posizione privilegiata, non sprecate la pallottola!

4. Evitate le fregature

Aumento di livello, ben venga ma se mi porta allo stipendio richiesto. Non mi serve passare di livello se guadagno solo 20€ in più (parlare sempre chiaro e prentendere chiarezza).

Superminimo, ben venga ma se non è assorbibile. Cosa vuol dire? Semplice, un superminimo di 200€ assorbibile mi assorbirà tutti i futuri aumenti o gli scatti di anzianità finchè non supereranno i 200€.

Quindi, appunto, tutti gli aumenti vengono “assorbiti” dal superminimo.

Se invece non è assorbibile, andrà sempre aggiunto agli aumenti… e questo ci piace.

Busta con contante… Anche no! Non maturano contributi e non aumenta tredicesima e quattordicesima. E soprattutto non rimane nulla di scritto. Al primo soffio di vento cade tutto il palco. Tralasciando il fatto che sia illegale, ovviamente!!

Un pratico esempio… il mio!

Sin da subito la tipologia di lavoro mi ha subito affascinato un sacco, dato che si mettevano le mani in situazioni per me interessantissime (Interfacciarsi con Amazon via web e gestione di e-commerce).

Già nei primi mesi avevo creato un portale web per la gestione delle vendite e dell’inventario, cosa che prima veniva fatta su un excel di decine di migliaia di righe e “ad occhio”, ovvero: “mi pare di aver visto molte righe con questo articolo, credo che lo stiamo vendendo molto”.

Invece adesso, boom, vendite divise per marketplace e filtrabili per date (se non si fosse capito, mi esalto ancora a pensare a quello che ho fatto!!).

Poi sono stato a contatto con il capo il più possibile per vedere il suo lavoro e cercare di capirlo. Infatti ora quando va in ferie lo sostituisco io (nessun altro all’interno dell’azienda saprebbe farlo) e già questo è un mezzo match point per l’aumento!

In un momento in cui abbiamo avuto scarsità di personale ho sostituito il ragazzo che si occupa delle spedizioni e sono ad ora l’unico che può sostituirlo.

Fatturazioni e contabilità… le so fare solo io.

Non è stato facile arrivare a fare tutto quello, gli sbagli e le critiche sono scontati ma come dicevo prima… testa bassa e avanti tutta!

Con 4 match point nella manica attendevo solo il momento giusto. Che per un motivo o per l’altro tardava (un giorno mi sembrava quello propizio ma è emerso che qualche settimana prima avevo fatto una cagata mostruosa quindi ho dovuto far passare qualche altro giorno per far calmare le acque!!).

Poi è arrivata la sera! E che sera! Dopo il mio discorso il capo continuava a ribadire qualcosa ma le sue obiezioni erano già state smontate nel mio discorso iniziale.

Arrivati al momento finale della decisione ha aggiunto:

“…in effetti sei anche quello che ha più responsabilità all’interno dell’azienda.”

E quando anche il capo aggiunge una frase che confermi la tua richiesta… beh, sciaboliamo champagne!!

What if..

E se il capo dicesse di no?

Nessun problema! Se la trattativa dovesse andare in maniera negativa chiedete immediatamente:

Cosa vorrebbe che migliorassi o che facessi in più per meritare un adeguamento dello stipendio alle mie capacità?

E qui lo mettiamo in crisi perché una domanda del genere non se l’aspetta nessuno!

Capiamo subito che progetti ha l’azienda per noi e in ogni caso facciamo sapere all’azienda che noi ci siamo, che siamo volenterosi umili e motivati.

Può essere che da subito ci vengano affidati nuovi compiti o che ci venga affidata una nuova posizione non appena si renda disponibile.

Oppure può non cambiare nulla.

In quel caso, dovete assolutamente cambiare voi… azienda.

Una realtà che non è interessata alla crescita dei suoi dipendenti e che non ha piani chiari per il futuro è molto pericolosa anche a livello societario.

Quindi, cambiare aria quanto prima!

In ogni caso, come detto all’inizio…
Vincete voi!!

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