Categorie
Consigli Miglioramenti

Il mio capo è un coglione e… devo ringraziarlo!

Quante volte vi è capitato di pensare “il mio capo è veramente un coglione”?

Magari a seguito di una discussione, o dopo aver dovuto svolgere un compito assurdo e assolutamente inutile.

Solitamente questa affermazione rappresenta la fine del ragionamento.

Il mio capo è un coglione, punto e basta. Cosa ci posso fare io?

In realtà, se vogliamo dare una svolta alla nostra vita, possiamo fare un passo in più, ovvero… ringraziarlo!

Vi immaginate? Entrare nell’ufficio e dire: “Scusi, ha un momento? Ritengo che lei sia davvero un coglione e volevo ringraziarla”.

Probabilmente vi starete chiedendo: “ma cosa ci sarà mai da ringraziare?!”.

Chiariamo la nostra situazione

Per prima cosa è necessario inquadrare la nostra situazione. Se riteniamo di avere un capo inadatto, molto probabilmente non concordiamo sul come viene diretta l’azienda e sul come veniamo trattati.

Magari alcuni colleghi che lavorano peggio di noi e da meno tempo hanno uno stipendio migliore.

In tutto questo ci siamo noi, che abbiamo iniziato la nostra carriera in azienda con le migliori aspettative e con un grande entusiasmo.

Quest’ultimo, col passare degli anni, è andato scomparendo lasciando il posto ad un pessimismo galoppante.

Non sembra esserci via d’uscita alla nostra situazione. D’altra parte la paga è decente e ogni tanto, tutto sommato, il capo è anche simpatico.

A parte quando gli chiediamo le ferie o un permesso, ovviamente. In quel caso ci ricorda subito che noi siamo gli schiavi e lui il benefattore che ci mantiene.

Inutile anche provare a discuterci, in caso di suggerimenti o consigli alza subito le difesa trincerandosi dietro a un “eh, non è così facile”.

Quest’ultima frase, peraltro è un mix perfetto tra “non farmi perdere tempo” e “ma cosa ne vuoi sapere tu”.

Grazie, capo coglione!

Alla luce di questo possiamo arrivare alla conclusione e capire perché il nostro titolare debba essere ringraziato!

Più un ambiente è brutto, mal gestito e ci rende difficile alzarci dal letto ogni mattina, più siamo spronati a darci da fare per migliorare la nostra situazione!

Quindi dovrei impegnarmi di più nel lavoro?

Non proprio! O meglio, non siete obbligati a farlo… ma nemmeno a non farlo!

Il jolly

L’asso nella manica che dovete giocarvi arrivati a questo punto è soltanto uno… licenziarvi e cambiare lavoro!

Ovviamente in maniera graduale e ragionata.

Si inizia a cercare in giro qualche lavoro, a chiedere se qualcuno conosce qualcosa e soprattutto è fondamentale iniziare ad affinare qualche nostra abilità che ci servirà nel prossimo lavoro.

Non sarà il processo di pochi mesi, a meno di non avere una botta di culo e trovare un altro lavoro immediatamente.

Sarà necessario costruire una nuova strada a piccoli passi e con molta fatica, tenendo però sempre a mente che la vita è una sola.

Le carte che il mazziere vi ha dato sono quelle, e con quelle dovete giocare. Belle o brutte bisogna cercare di ottenere il meglio.

L’alternativa è lavorare fino a 65 anni per un capo come quello che abbiamo al momento (possiamo sempre provare a chiedere un aumento seguendo questa guida).

Sfuriata Gratuita
Sfuriata Gratuita

Per finire, immaginatevi di guardarlo negli occhi mentre parte con l’ennesima sfuriata gratuita e pensare “parla, parla, tanto fra un anno non sarò più qui!”.

Godimento a livelli estremi!

Anche perché la sua vita continuerà ad essere misera, la nostra decollerà.

Due risorse consigliate

Consiglio due libri che faranno fare un salto in avanti incredibile alla vostra consapevolezza di essere persone migliori e meritare di meglio.

Almeno, a me hanno fatto questo effetto.

I libri sono:

Autostrada per la Ricchezza – MJ DeMarco

Il gioco Infinito – Simon Sinek

Se non avete tempo per la lettura, potete attivare la prova gratuita di 30 giorni di Amazon Audible, così facendo potete ascoltare i contenuti quando preferite (magari anche a lavoro).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *